Il brunch e la collegamica

La domenica è senza sveglia. Un piccolo lusso settimanale per assecondare il bioritmo e godersi tutto il riposo che meritiamo. Per concedersi il piacere di aprire gli occhi, girarsi dall’altro lato e riaddormentarsi. E quando finalmente la voglia di iniziare la giornata
prende il sopravvento, è sempre troppo tardi per fare colazione e troppo presto per pranzare. È qui che viene in nostro soccorso una simpatica abitudine importata dall’America: il brunch. Perfetta commistione di breakfast e lunch, può avvenire in qualsiasi orario incluso tra le undici del mattino e l’una del pomeriggio. Dolce, salato e, perché no, anche piccante: dai pancake alle omelette alla ciambella allo yogurt, dalle marmellate ai formaggi, nel ricco buffet che imbandisce la tavola si trova davvero di tutto. E da bere, spremuta fresca di arancia e un grande must immancabile, il caffè.

Così, quando la tua collega è anche un’amica, invitala per un brunch. E diventerà per sempre la tua collegamica.

Weekend al Gianduja

La cresta delle Alpi, cosparse di zucchero a velo come fosse neve, si staglia immensa
sul cielo terso, azzurro come il fiocco di un neonato, liscio come una vestaglia di seta.

Le porte della città si aprono nel generoso abbraccio dei portici su piazze sconfinate,
sale da ballo di un palazzo reale sceso per strada a celebrare tutta la sua grandezza.

Eccola. È Torino. Un’elegante signora avvolta dal calore del legno degli antiquari
e dal profumo di cioccolato, adorna di sinuosi gioielli in ferro battuto. Aperta sulle rive
che la dissetano, sponde di una vena dinamica che sconvolge l’ordine delle sue strade.
Sorride austera, mentre si specchia sulle vetrine di botteghe dalle insegne liberty, annodando il suo passato ai papillon dei camerieri di antichi caffè.