Salmon de Filip! – salmone marinato alla scandinava

La stagione di pesca del salmone selvaggio è iniziata! Se avete la fortuna di trovare questa meraviglia sui banconi della vostra pescheria di fiducia, non lasciatevi scoraggiare dal costo elevato e concedetevi un piccolo lusso. La carne si presenta più magra, di colore intenso, e il sapore – vi assicuro – è tutta un’altra cosa. A questo punto la domanda sorge spontanea: come prepararlo? Potete ovviamente cucinarlo in maniera tradizionale, proprio come fate con qualsiasi altro tipo di salmone nel resto dell’anno: in forno al cartoccio, in padella scottandolo solo dal lato della pelle, o ancora impanato nel sesamo, ma badando sempre bene a non cuocerlo troppo. Stavolta, io ho scelto di farlo “alla scandinava”, diciamo pure in onore delle origini vichinge del mio collega Filip 🙂 Vediamo come in una foto-ricetta step-by-step!

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Crostata ai frutti rossi

Con questa ricetta ho partecipato e vinto il concorso lanciato da “Il Molino Chiavazza”.

La settimana scorsa sono venuti a trovarmi i miei genitori a Milano. Insieme a loro, direttamente dall’orticello lussemburghese che coltivano con cura, si è presentata in casa anche una bella vaschetta di frutti rossi, rossissimi. Inutile dire che i lamponi non hanno fatto nemmeno in tempo a finire nella crostata (per chi non l’avesse ancora capito, questi piccoli bocconcini d’estate mi fanno letteralmente partire la testa).  Eccovi quindi la ricetta di un dolce assolutamente di stagione. Da accompagnare, in caso di caldo estremo, a una bella boule di gelato, alla vaniglia per chi ama i sapori morbidi o al limone per chi preferisce un tocco acidulo.

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Macaron ai lamponi

Quando arrivi al punto di scambiare la saponetta del bagno per un macaron, credo che sia grave. E quando il tuo ragazzo ti confessa che è successo anche a lui, lì capisci che hai toccato il fondo. Ma d’altro canto, dopo una 3 giorni intensiva di macaronage, pochage e croûtage fino all’estremo tentativo, immagino sia piuttosto plausibile. Divinamente diabolici, piccoli, dolci macaron. Come resistere alla tentazione? Non tanto di mangiarli, quanto di riuscire nell’impresa di sfornare quei gusci lisci e variopinti, perfetti come un bacio.

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Tarte Tatin

Quando penso alla Tarte Tatin, seguo il profumo burroso dello zucchero caramellato
e arrivo dritto a Strasburgo. Il bianco farina delle casette alsaziane, incorniciato
dalle travi di legno scuro come stecche di liquirizia. E un’insegna che non lascia spazio all’immaginazione: “À la Tête de Lard” (dalla testa di maiale). In questo rustico ristorantino tipico, dopo l’immancabile tarte flambée e una choucroute che mette a dura prova anche i gourmet più implacabili, resta sempre spazio per una fetta di Tarte Tatin.
E al solo rumore della forchettina che rompe la sottile crosta di caramello dorato, prima
di affondare tra le mele morbide fino alla frolla, sai già che questo peccato di gola ne vale tutta la pena.


Benché lontana da questo piccolo manifesto di perfezione terrena, la mia ricetta si rifà
a quella del Cucchiaio d’Argento. Il vantaggio è che questa versione non prevede
di caramellare le mele ponendo la teglia sul fuoco, per cui si può fare anche se
non si dispone di una tortiera da Tatin. Che non vi venga in mente, però, di usare
uno stampo a cerniera. A meno che non vogliate sperimentare la scenografica colata lavica di zucchero fuso sul fondo del forno e mettere alla prova l’efficacia del Fornet.
Esperienza personale insegna.

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