Road Trip: la Rioja e il Marqués De Riscal

C’era una tappa del nostro viaggio veramente attesissima, un luogo di cui avevo tanto sentito parlare, forse addirittura uno dei motivi principali che mi hanno inizialmente spinto a considerare questo road trip nei Paesi Baschi. Provate a immaginare: l’architettura visionaria di Frank Ghery (quello del Guggenheim di Bilbao, per intenderci), dove lastre di titanio e metalli vari riflettono la luce del calar della sera, riversando un alone rosa dorato sulle vigne tutte intorno; a pochi passi la Chiesa di Elciego, il tutto incorniciato dalla Cordigliera Cantabrica in lontananza, le punte appena spolverate di neve. Nell’aria, silenzio e profumo di sole. Siamo al Marqués De Riscal, storica cantina di vini della Rioja le cui origini risalgono al lontano 1858, facendone la cantina più antica della zona. In questo posto incantevole sorge un meraviglioso albergo di lusso, l’Hotel Marqués de Riscal di The Luxury Collection, ospitato appunto all’interno di una struttura realizzata dall’architetto Frank Ghery. Praticamente è come alloggiare in un’opera d’arte: un sogno.

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Road Trip: la mia esperienza da Azurmendi di Eneko Atxa (3 stelle Michelin)

Nel nostro Road Trip dei Paesi Baschi ovviamente non poteva mancare un’esperienza di fine dining pluristellata, dal momento che la zona vanta oltre 40 ristoranti stellati Michelin e rappresenta una delle destinazioni più allettanti per i gourmet dai palati più esigenti. Ed è con enormi aspettative che arriviamo ad una delle tappe più ambite del nostro viaggio: il pranzo da Azurmendi, ristorante tre stelle Michelin dello Chef Eneko Atxa. Presente al sedicesimo posto nella lista dei 50 migliori ristoranti al mondo, Azurmendi vanta anche un approccio sostenibile alla ristorazione, con un’attenzione particolare al riciclaggio dei materiali e dei propri rifiuti oltre allo sfruttamento di energia geotermica.

Azurmendi Eneko Atxa

Ma veniamo al dunque… arriviamo in questa oasi immersa nel verde, appena alle porte di Bilbao. Il panorama, che ci accompagnerà in seguito lungo il pranzo, è veramente mozzafiato e molto rilassante, affacciandosi sulle verdi colline circostanti. Ad accoglierci è il maitre del ristorante, che ci offre subito un “pic nic” moderno insieme a un calice di Txacoli. Deliziose le “palline fiorite”, ripiene di un liquido agrumato che esplode letteralmente di gusto; sfiziosi i bocconcini ripieni di crema di anguilla (se ben ricordo); assolutamente sorprendente la gelatina di acqua di pomodoro, da un sapore cosí semplice e intenso da lasciarmi a bocca aperta.

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Road Trip: Getaria e la Ruta del Flysch

Nei post precedenti vi ho già confessato che la motivazione principale di questo nostro Road Trip nei Paesi Baschi era molto chiara: mangiare, benissimo e tantissimo. In quest’ottica, non poteva mancare nel nostro planning una tappa all graziosa Getaria. Questa piccola cittadina di pescatori si affaccia direttamente sull’Oceano Atlantico e presenta una caratteristica davvero unica: le sue strade sono punteggiate di barbecue en plein air, affiancati da cumuli di griglie a forma di pesce. Si tratta dei famosi asador dei numerosi ristoranti di pesce tipici del paesino, dove vengono grigliate tutte le specie ittiche più tipiche dei mari di questa zona.

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Salmone marinato cotto a bassa temperatura

Dovete sapere che il Belgio è uno dei paesi con il maggior numero di ristoranti stellati. È infatti proprio qui che ho avuto modo di provare questo tipo di alta cucina, grazie ad iniziative quali i Restodays, che permettono di cenare in una selezione di locali a prezzi più contenuti. E sebbene devo ammettere che il livello delle preparazioni è spesso molto elevato, mi è capitato anche di assaggiare un piatto tutto sommato facile da replicare anche a casa. Si tratta del salmone cotto a bassa temperatura (qui senza sottovuoto), una preparazione che richiede davvero pochi sforzi e che conferisce al pesce una consistenza decisamente unica, oltre a un sapore a dir poco straordinario. Per questa ricetta potete sbizzarrirvi a marinare il pesce con gli aromi e le spezie che preferite, o anche addirittura di lasciarlo del tutto “nature”. Inutile dirvi che la qualità della materia prima è fondamentale, sia da un punto di vista di sicurezza (andiamo a cuocere il pesce a temperature molto basse, quindi è essenziale che sia freschissimo), che da un punto di vista gustativo (questo tipo di cottura esalta veramente il sapore: se il pesce proviene da un cattivo allevamento, verrà fuori il gusto del grasso in tutto il suo pessimo splendore).

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Tortino di polipo e patate con pesto d’olive e fiore di zucca

La scorsa settimana, visitando come di consueto l’esilarante blog in cui Valerio M. Visintin, critico gastronomico e giornalista del Corriere della Sera, dispensa opinioni e ironie sul panorama della ristorazione milanese, ho letto una notizia interessante. Il Sadler, noto locale dell’omonimo Chef da ben 2 stelle Michelin, ha compiuto nientepopodimeno che un quarto di secolo lo scorso 3 giugno.
Ora devo essere sincera. La mia stima nei confronti di Sadler si basa solo sulla fiducia. Fondata più che altro sulla sua filosofia in cucina, fatta di prodotti e preparazioni tradizionali del nostro paese, accostati con grande creatività. Un’idea che mi sono fatta grazie a due fantastici libri, “Sadler – Le ricette di pesce” e “Sadler – Menù per quattro stagioni”. È da quest’ultimo che ho tratto la ricetta di oggi, la quale vuole essere un omaggio – o una sfida? – a questo grande Chef.

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