Enoturismo: le Cantine Planeta e La Foresteria di Angelo Pumilia a Menfi, Sicilia

Per chi ama i vini siciliani, le Cantine Planeta non hanno bisogno di presentazioni. E in effetti, c’è chi sostiene che sia stata proprio l’illuminazione del signor Diego Planeta a valorizzare i nettari di quest’isola rendendoli famosi fin nel “continente”. Da fonti di umili uve “da taglio”, il territorio e i vitigni siciliani si fanno riscoprire sotto nuove vesti, più eleganti e raffinate, fino ad arrivare a guadagnare il loro dignitoso posto tra le lodi cantate dagli appassionati di enologia. Una storia di agricoltura e spirito imprenditoriale volto all’innovazione, a quel cambiamento che, come le mani di un Re Mida, diffonde ricchezza tutto intorno a sè.

Angelo Pumilia-Planeta-La Foresteria-Croccante-Spatola

Ma oggi non sono qui per parlarvi del celeberrimo Cometa né dei suoi fratelli, già raccontati da persone ben più esperte di me in materia. Oggi vi svelo un meraviglioso segreto. Non senza una certa esitazione, quasi a voler proteggere questo piccolo angolo di paradiso, immerso in un sinuoso abbraccio di vigne e uliveti baciati dal sole del tramonto e accarezzati dal mare. E’ il ristorante La Foresteria, diretto dallo straordinario talento dello chef Angelo Pumilia.

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Enoturismo: Tenuta i Gorghi Tondi, Sicilia

Quasi due anni. Questo è il tempo che è passato dai miei ultimi post su Nero di Seppia. Fondamentalmente una maternità fa, più qualche mese per riprendere un ritmo di vita nella “norma”. Ho lasciato questo mio angolo di web in sospeso, nonostante le moltissime scoperte di cui avrei voluto parlarvi in tutti questi mesi. Inutile dirvi, le mie ultime ricette non sono delle più gloriose. Sono passata dalla controtendenza del “cottismo” della gravidanza, a piattini degni dei palati più sdentati, in un tripudio di cestelli vapore e minipimer – rigorosamente senza sale. Per cui fatemi riprendere il filo da qualcosa che non mi porti in cucina, ma piuttosto in terrazza, meglio se al tramonto e con pochi buoni amici: il vino.

Mazara del Vallo Piazza della Repubblica Sicilia

Oggi vi porto nei pressi di Mazara del Vallo, cittadina autentica, ricca di una tradizione ittica che fa pensare che tutto il pesce del mondo sia nato qui. E non lontano dal mare, seguendo i venti di scirocco e di maestrale che soffiano alternandosi capricciosi sulla costa, accompagnando la salsedine per vedere dove si andrà a posare, arriviamo dritti dritti alla Tenuta Gorghi Tondi.

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Insalata di finocchio, arance di Sicilia e aringa affumicata

Mi sembra di sentirli, Cracco, Barbieri e compagnia bella, mentre discutono di equilibrio di sapori. Di innovazione. Di creatività. “Il dolce-acido dell’arancia contrasta perfettamente con il gusto deciso dell’aringa, mentre l’aroma delicato del finocchio lega alla perfezione tutti i sapori” direbbero magari. Infatti, il piatto che vi presento oggi potrebbe sembrare il frutto della mente geniale di chissà quale audace chef stellato. Invece, udite udite, stiamo parlando di una ricetta della tradizione palermitana. Una ricetta leggera come l’inverno siciliano, fresco e inondato di sole.

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Triglie in umido al pomodoro

Domenica al mercato, e questi simpatici pesciolini mi fanno l’occhio di triglia dal banco. Come resistere? Viste le dimensioni piuttosto grandicelle, non potevano che finire in umido, al pomodoro – sperando magari che resti anche qualcosina per farci un piccolo ragù il giorno dopo 😉

triglie in umido al pomodoro

Se le preferite in una fritturina, abbiate cura di sceglierle più piccole, e di non eliminare le squame che le proteggeranno durante la cottura.

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Tufo, piante e formaggi: il Caseificio Impiccichè.

Oggi vorrei parlarvi di un luogo che mi sta molto a cuore. Prima di tutto perché si trova in Sicilia, e con il freddo di questi giorni non posso fare a meno di volgere il pensiero a Sud. E poi perché è un posto veramente speciale, magico.

Che cosa hanno in comune cave, piante e formaggi? Ve lo dico io. La luce. Quella che al tramonto tinge d’oro le pareti di tufo. La stessa che al mattino risveglia tutto il verde del vivaio, in un trionfo di melograni, banani, ulivi e palme di ogni tipo. La luce nel sorriso sincero di Giovanni, padre del Caseificio Impiccichè, situato nel cuore di tutto questo.

caseificio impiccichèSe passate nei pressi di Marsala, dopo un giro tra le meravigliose saline antiche, Mozia e le isole dello Stagnone, allungate un attimo fino a Strasatti. Accanto al santuario del Santo Padre delle Perriere, trovate questo piccolo gioiello unico nel suo genere, dove potete acquistare tutti i formaggi locali: dalla ricotta alla “tuma”, dal primosale al “piddiato”. E vivere un’esperienza indimenticabile.

caseificio impiccichèCaseificio Impiccichè
c.da Santo Padre delle Perriere
Marsala (Trapani)
Tel. 0923 961148
info@caseificioimpicciche.it
www.caseificioimpicciche.it

caseificio impiccichè

Pasta coi tenerumi

I tenerumi sono le foglie e i germogli della zucchinaserpente di Sicilia”, quella con la buccia liscia e verde pallido, per intenderci. Hanno una consistenza vellutata, un sapore dolce e sono, appunto, tenerissimi. Quando l’estate è torrida e il caldo stende, non c’è niente di meglio di questa “quasi-minestra” per rinfrescarsi. Vi sembrerà un paradosso ma è proprio così. Da bambina, durante le mie vacanze in Siclia, mio padre si presentava a casa con montagne di tenerumi (felicissimo perché a Lussemburgo, città dove sono nata e cresciuta, sono pressoché introvabili). Per me era un incubo. Sul serio. Come poteva pensare di farmi mangiare una pasta brodosa, con le verdure cotte, nel bel mezzo di agosto? Ma come spesso accade, bisogna diventare grandi per apprezzare certi sapori. E ora non posso che condividere questa meravigliosa ricetta della mamma, immancabile nella famiglia di ogni palermitano che si rispetti.

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Pecorella pasquale di pasta di mandorle

Non ho mai amato particolarmente la pasta di mandorle. E detto da una siciliana, sembra un’eresia. Ma c’era qualcosa in quella che preparava la nonna, un gusto speciale che la rendeva unica e buonissima. Ero troppo piccola per capire che l’ingrediente segreto fosse irreperibile sul mercato. Eppure lei ne aveva risorse infinite, che condivideva generosamente con tutto il suo nipotame. A Pasqua questo suo grande amore prendeva le dolci sembianze di una pecorella. Racchiuso in un recinto per non farlo scappare, con lo sguardo rassicurante di quella certezza incondizionata su cui io, i miei fratelli e i miei cuginetti potevamo sempre contare.

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